mercoledì, 06 agosto 2008

decisamente sei


sei agosto.
cinque dita. e ancora cinque.
quattro mesi.
tre marella.
due di nulla.
uno e più.
 
domenica, 06 aprile 2008

quarto di copertina


allegoria di un corpo disincarnato.

giorgio manganelli per
alain corbin, storia sociale degli odori, bruno mondadori, milano, 2005

 "l'igiene [...] una ideologia artificiale, ignara della puzza collettiva, e intesa a punire i tanfi individuali; ha in sé qualcosa di maniacale, come la ginnastica e la dietetica. Temo che qualunque decorosa proposta di miglioria del cosmo debba cominciare con una carezza sulla repulsiva testolina del malodore, e un brindisi al liquame."

venerdì, 04 aprile 2008

pechino 2008


firma anche tu

zeng_jinyanhu_jia












hu jia | the epoch times

zeng jinyan | time
martedì, 01 aprile 2008

ho trovato la mia


fino a poco tempo fa parlare del corpo per me significava parlare dei sensi e della lotta tra lo spazio che penso di occupare e quello che realmente faccio mio.
durante il corso di danza orientale i nodi sono giunti al pettine .. dopo la prima lezione sono tornata a casa, ho infilato le auricolari e ho cominciato a ridere e ridere, una sensazione salita dalle viscere che si è trasformata in gioia in movimento. davvero magia!

quando ci si lascia andare, quando si allentano i nodi, si rischia di guardare in faccia il mostro che si nasconde in ognuno – specialmente in noi donne, diciamocelo dai – e invece mi sono scoperta ..
.. mostruosamente felice!
non parlo dello stato d’animo delle giornate, gli alti sono tali, ma i bassi quasi mi fermano. parlo dell’iniziale espressione che rivolgi alla vita.

ormai sono mesi: i tessuti, il suono delle cinture di medaglie, la femminilità delle movenze .. niente seduttività ostentata, una danza di donne tra donne.

ho davvero trovato la mia.
      
lunedì, 31 marzo 2008

I could go on n on about this anticip .. passion


ma anche il vuoto ti porta a saturazione.
tossicomania dalle ore contate.
   
domenica, 30 marzo 2008

pansexual aura



the new york times - july 14, 2006
a wintry despair and the tension of not touching

even on opposite ends of the wide stage,
the tension between them was palpable



emanuel gatemanuel gat & roy assaf in winter voyage | emanuel gat dance - photo by gadi dagon

martedì, 25 marzo 2008

tullia


avevo bisogno di un bagno per rilassarmi un po'.. e l'acqua addosso mi piace per questo.
quando mi immergo completamente il calamaio che ho in testa si svuota degli inchiostri ed è una liberazione.

ho passeggiato avanti e indietro, nella vasca,
allungandomi con le punte dei piedi contratte,
girandomi a pancia in giù e riposando ad occhi chiusi con le guance incollate alla porcellana,
ondeggiando lentamente per non bagnare il tappeto nuovo di mamma..

se immergi appena il viso e appoggi l'orecchio alle pareti della vasca,
puoi percepire i rumori nascosti nei muri, ogni eco e scricchiolio.

ma i lupi no, per ora i lupi non escono dai muri.

la porcellana diventa un telefono senza fili.

vorrei che lo fosse tra me e mia madre..
mi volto di lato, schiudo gli occhi
e mi faccio cullare dalla penombra di qualche fiammella nel bicchiere.

vedo il mio seno, il braccio sinistro che nasconde in parte la curva del fianco,
le gambe sott'acqua..
allora prendo le ginocchia e le stringo forte al viso, per qualche attimo.. ancora..

volgo di lato lo sguardo e vedo il soffitto, così alto, lontano, assennato e incurante
continuo a fissarlo mentre bevo dai rigagnoli d'acqua sulla mia spalla,
come un tempo, quando bevevo da un corpo, corpo di mamma.

eppure questa vasca è sempre la stessa, non li dimostra i suoi anni:
la guardavo da vicino, quando facevo il bagno piccina e sembrava grande il doppio. e poi mamma mi lavava i capelli
e mi lasciava un asciugamano da tenere ben premuto sul viso, per evitare che mi bruciassero gli occhi..
io lo spostavo lentamente, lentamente, aprendo un occhio solo, piano piano,
e aiiooo-oo mammaa bruciaa per poter frignare un po' e farmi coccolare..
te l'ho detto, dai, su, spingilo forte questo asciugamano!
e so che indaffarata e insaponata sorrideva.
fottuti shampoo non più lacrime.

eppure è sempre la stessa, mamma, anche se i suoi anni li dimostra,
nel sorriso un po' stanco di donna coi figli grandi.

allora corri qua, madre mia, guardami accartocciata nell'acqua,
dissetami con le tue cure, ormai così lontane, regalami nuovamente il tuo calore uterìno, perché l'acqua si fa tiepida..

oggi non ti posso giustificare il mio pianto.
prendo un asciugamano e lo spingo forte al viso.

a te tullia, madre mia, fonte infinita di amore e ispirazione.

in my peach party dress


so I ran faster, but it caught me here
yes my loyalties turned like my ankle
in the seventh grade
running after billy, running after the rain

these precious things
let them bleed, let them wash away
these precious things
let them break their hold over me

he said youre really an ugly girl, but I like the way you play
.. and I died ..
but I thanked him, can you believe that?
sick, sick, holding on to his picture, dressing up every day
i wanna smash the faces of those beautiful boys ..
those christian boys
so you can make me cum .. that doesn't make you jesus

these precious things
let them bleed, let them wash away
these precious things
let them break their hold over me

I remember, yes, in my peach party dress
no one dared
no one cared
to tell me where the pretty girls are
those demigods
with their nine-inch nails and little fascist panties
tucked inside the heart of every nice girl

these precious things
let them bleed, let them wash away
these precious things
let them break, let them wash away
these these precious things
let them bleed now, let them wash away
these these precious things
let them break their hold over me

precious ...
precious ...



precious things - tori amos, 1992
sabato, 22 marzo 2008

nord

a meno di due nomi:
sono io e sono me

a meno di due corpi:
quello vivo e quello che conservo

a meno di due trascorsi:
ciò che fu e ciò che vorrei poter ricordare

getta nell'oblio
il nome che mi fu dato un tempo!

io,
per una volta,
a me,
presente.

bi-forca

ancora - adesso - daccapo
e collo - non mollo.

me

Blogger: munega

Nome: moonega
uno scaldino dai piedi gelati

amarcord

oggi
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