emanuel gat & roy assaf in winter voyage | emanuel gat dance - photo by gadi dagonho passeggiato avanti e indietro, nella vasca,
allungandomi con le punte dei piedi contratte,
girandomi a pancia in giù e riposando ad occhi chiusi con le guance incollate alla porcellana,
ondeggiando lentamente per non bagnare il tappeto nuovo di mamma..
se immergi appena il viso e appoggi l'orecchio alle pareti della vasca,
puoi percepire i rumori nascosti nei muri, ogni eco e scricchiolio.
ma i lupi no, per ora i lupi non escono dai muri.
la porcellana diventa un telefono senza fili.
vorrei che lo fosse tra me e mia madre..
mi volto di lato, schiudo gli occhi
e mi faccio cullare dalla penombra di qualche fiammella nel bicchiere.
vedo il mio seno, il braccio sinistro che nasconde in parte la curva del fianco,
le gambe sott'acqua..
allora prendo le ginocchia e le stringo forte al viso, per qualche attimo.. ancora..
volgo di lato lo sguardo e vedo il soffitto, così alto, lontano, assennato e incurante
continuo a fissarlo mentre bevo dai rigagnoli d'acqua sulla mia spalla,
come un tempo, quando bevevo da un corpo, corpo di mamma.
eppure questa vasca è sempre la stessa, non li dimostra i suoi anni:
la guardavo da vicino, quando facevo il bagno piccina e sembrava grande il doppio. e poi mamma mi lavava i capelli
e mi lasciava un asciugamano da tenere ben premuto sul viso, per evitare che mi bruciassero gli occhi..
io lo spostavo lentamente, lentamente, aprendo un occhio solo, piano piano,
e aiiooo-oo mammaa bruciaa per poter frignare un po' e farmi coccolare..
te l'ho detto, dai, su, spingilo forte questo asciugamano!
e so che indaffarata e insaponata sorrideva.
fottuti shampoo non più lacrime.
eppure è sempre la stessa, mamma, anche se i suoi anni li dimostra,
nel sorriso un po' stanco di donna coi figli grandi.
allora corri qua, madre mia, guardami accartocciata nell'acqua,
dissetami con le tue cure, ormai così lontane, regalami nuovamente il tuo calore uterìno, perché l'acqua si fa tiepida..
oggi non ti posso giustificare il mio pianto.
prendo un asciugamano e lo spingo forte al viso.
a te tullia, madre mia, fonte infinita di amore e ispirazione.